
Cybersecurity: cosa ci hanno insegnato gli attacchi informatici del 2026?
Il 2026 sta confermando quanto la cybersecurity sia diventata una priorità per le aziende di ogni dimensione. Gli attacchi informatici non riguardano più soltanto grandi organizzazioni o infrastrutture strategiche: anche le PMI possono diventare bersagli di criminali informatici, con conseguenze che vanno dalla perdita di dati all’interruzione dell’attività.
Secondo il Rapporto Clusit 2026, nel 2025 sono stati registrati 5.265 incidenti informatici gravi a livello mondiale, con un aumento del 48,7% rispetto all’anno precedente. In Italia gli incidenti censiti sono passati da 357 a 507, con una crescita del 42%.
Sebbene questi dati si riferiscano al 2025, aiutano a comprendere il contesto in cui le aziende si trovano a operare nel 2026 e perché sia sempre più importante investire nella protezione dei propri sistemi informatici.
Quali sono le minacce informatiche più rilevanti?
Le modalità con cui vengono condotti gli attacchi sono diverse, ma alcune minacce continuano a rappresentare un rischio significativo per le imprese.
1. Ransomware: quando un attacco blocca il lavoro
Il ransomware è una forma di attacco informatico che può rendere inaccessibili file, server e sistemi aziendali. I criminali chiedono generalmente un riscatto per ripristinare l’accesso ai dati e, in alcuni casi, minacciano di pubblicare le informazioni sottratte.
Le conseguenze possono andare ben oltre l’eventuale richiesta economica: ordini bloccati, attività interrotte, servizi indisponibili e perdita di fiducia da parte dei clienti.
Per limitare i danni è fondamentale adottare una strategia di protezione che comprenda backup regolari e verificati, sistemi aggiornati e procedure di ripristino testate. Avere una copia dei dati, infatti, non è sufficiente se non si è in grado di recuperarli quando serve.
2. Phishing e furto delle credenziali
Il phishing continua a essere una delle tecniche utilizzate per ottenere accesso a informazioni e sistemi aziendali. Attraverso email apparentemente autentiche, i criminali possono indurre i dipendenti a condividere password, aprire allegati malevoli o autorizzare pagamenti fraudolenti.
Questi messaggi possono imitare comunicazioni di fornitori, banche o colleghi, rendendo difficile riconoscere immediatamente il tentativo di truffa.
Per ridurre il rischio è importante affiancare alla formazione del personale, strumenti di protezione della posta elettronica, password robuste e autenticazione multifattore (MFA). Quest’ultima aggiunge un ulteriore livello di verifica e rende più difficile accedere a un account anche quando una password è stata compromessa.
3. Attacchi DDoS: quando i servizi diventano irraggiungibili
Gli attacchi DDoS (Distributed Denial of Service) mirano a rendere indisponibile un sito web o un servizio online, sovraccaricandolo con un volume elevato di richieste.
Secondo il rapporto ENISA Threat Landscape 2026, gli attacchi DDoS hanno rappresentato il 51% degli eventi analizzati nell’Unione Europea.
Per un’azienda, anche un’interruzione temporanea può avere conseguenze concrete: un sito di vendita irraggiungibile, servizi digitali bloccati o difficoltà nelle comunicazioni con clienti e fornitori.
Per prevenire i rischi informatici è importante conoscere la propria superficie di attacco esterna, ovvero tutti gli asset e i servizi digitali esposti su Internet. Attraverso soluzioni EASM (External Attack Surface Management), è possibile analizzare e monitorare queste risorse, individuando vulnerabilità, configurazioni errate e potenziali punti deboli su cui intervenire tempestivamente.
4. Intelligenza artificiale: nuove opportunità anche per i criminali
L’intelligenza artificiale sta trasformando anche le tecniche utilizzate dai criminali informatici. Può essere impiegata per generare email fraudolente più credibili, tradurre messaggi in diverse lingue, imitare voci e automatizzare alcune attività legate agli attacchi.
Di conseguenza, riconoscere un tentativo di truffa diventa più difficile: un messaggio ben scritto e apparentemente professionale non è necessariamente affidabile.
Le aziende devono quindi affiancare alla formazione procedure di verifica delle identità e dei pagamenti. In caso di richieste insolite, cambi di coordinate bancarie o comunicazioni urgenti, è buona norma verificare sempre l’autenticità attraverso un secondo canale, ad esempio contattando direttamente il referente abituale.
Come preparare la propria azienda al 2027
Alla luce delle tendenze osservate, la fine dell’anno può essere un’occasione utile per verificare il livello di sicurezza della propria infrastruttura IT.
Ecco cinque controlli da cui partire:
- Verificare backup e ripristino: non basta avere una copia dei dati, bisogna anche accertarsi che sia possibile recuperarli.
- Aggiornare sistemi e dispositivi: server, PC, firewall e applicazioni devono ricevere gli aggiornamenti di sicurezza.
- Proteggere gli accessi: utilizzare MFA, password robuste e privilegi limitati alle reali necessità.
- Controllare rete e dispositivi: individuare sistemi obsoleti, accessi non autorizzati e configurazioni vulnerabili.
- Definire un piano di risposta agli incidenti: sapere chi contattare e quali azioni intraprendere può ridurre tempi di fermo e conseguenze economiche.
I dati confermano che il rischio informatico deve essere affrontato con un approccio strutturato. Non esiste una soluzione unica in grado di eliminare ogni minaccia: servono prevenzione, monitoraggio, aggiornamenti e procedure di ripristino adeguate alla realtà aziendale.
Valutare oggi la propria infrastruttura IT significa ridurre il rischio di interruzioni e affrontare il 2027 con maggiore consapevolezza.